TAGLI ALLA SCUOLA – FORTI PREOCCUPAZIONI DALLA UIL E DALLA UIL SCUOLA. SGAMBATI E VANNINI: “LA SCUOLA NON E’ UN CAPITOLO DI SPESA, MA PRESIDIO SOCIALE DI CRESCITA, CULTURA E LEGALITÀ. SERVONO INVESTIMENTI E NON TAGLI”
Saranno 4.925 i docenti e 2.049 le unità di personale ATA in meno a partire dall’anno scolastico 2027/2028. È quanto prevede la bozza della manovra di Bilancio presentata dal Governo. Una riduzione che si aggiunge ai tagli già programmati nei due anni precedenti: 5.660 posti di docente e 2.174 posti ATA.
Il piano comporterebbe un risparmio di 83,9 milioni di euro nel prossimo anno e di 251,7 milioni annui dal 2028, lasciando al prossimo Governo e, soprattutto alle comunità scolastiche, le conseguenze di queste scelte.
“Si continua, ancora una volta, a utilizzare la scuola come un capitolo di spesa su cui risparmiare anziché riconoscerle il ruolo strategico di investimento per lo sviluppo economico, sociale e culturale del Paese. Una prospettiva che ci preoccupa fortemente e che, in Campania come nel resto del Mezzogiorno, rischia di produrre effetti ancora più pesanti, considerando il calo demografico, le profonde disuguaglianze territoriali e il dimensionamento scolastico che negli ultimi anni ha già colpito numerose comunità.”
E’ quanto affermano Giovanni Sgambati e Roberta Vannini, rispettivamente segretari generali della Uil e della Uil Scuola Campania.
“Occorre un cambio radicale di prospettiva: il calo demografico deve trasformarsi in un’occasione per ripensare e migliorare il sistema scolastico, garantendo classi meno numerose, maggiore attenzione all’inclusione e all’integrazione, più tempo pieno, continuità didattica, sicurezza e qualità dell’offerta formativa” sottolineano i segretari.
“La UIL chiede al Governo di rivedere queste disposizioni. Le risorse eventualmente liberate dalla diminuzione della popolazione scolastica devono essere reinvestite nel sistema di istruzione, per migliorare i servizi e rafforzare gli organici.