AD AFRAGOLA LA FIACCOLATA PER LA GIOVANISSIMA MARTINA VITTIMA DI FEMMINICIDIO A QUATTORDICI ANNI – LA UIL E IL COORDINAMENTO DELLE PARI OPPORTUNITÀ: “NON RESTIAMO IN SILENZIO, SERVE UNA RETE E LA RESPONSABILITÀ DI TUTTI CONTRO I FEMMINICIDI. LA GIUSTIZIA VADA FINO IN FONDO

Camilla Uil

AD AFRAGOLA LA FIACCOLATA PER LA GIOVANISSIMA MARTINA VITTIMA DI FEMMINICIDIO A QUATTORDICI ANNI – LA UIL E IL COORDINAMENTO DELLE PARI OPPORTUNITÀ: “NON RESTIAMO IN SILENZIO, SERVE UNA RETE E LA RESPONSABILITÀ DI TUTTI CONTRO I FEMMINICIDI. LA GIUSTIZIA VADA FINO IN FONDO

28 Maggio 2025

Giustizia, giustizia, giustizia, la parola pronunciata da tutti, all’unisono, a voce alta e poi, uno scrosciare incessante di applausi, per far rumore, per dare maggiore eco a quel dolore, a quel senso di sgomento che ti chiude lo stomaco, ti spezza il respiro, ti annebbia la mente perché no, non c’è una risposta, non c’è un senso, non c’è umanità, ne’ pietas in un gesto barbaro, brutale, crudele di chi ha voluto massacrare e poi occultare il corpo di una giovane, giovanissima vita, quella di Martina Carbonaro.

La folla fiume che questa sera ha attraversato Afragola, era una folla compatta ma addolorata, affranta da un delitto orribile verso una vita così fragile. Come si può morire ed essere vittima di femminicidio a quattordici anni?

La Uil Campania e il Coordinamento delle Pari Opportunità e delle politiche di genere non potevano mancare in un momento così drammatico di lutto e dolore che ha sconvolto una comunità intera.

“La giustizia vada fino in fondo e noi non restiamo in silenzio, facciamo rumore: è necessario informare, sensibilizzare; e’ necessario coinvolgere e dialogare con le nuove generazioni, entrare nelle scuole, nelle università. E’ necessario prevenire ed applicare le leggi, le pene, perché se la giustizia viene meno di fronte a questa barbarie si muore due volte!” E’ quanto affermano Camilla Iovino e Stefania Giunta, presenti alla fiaccolata dedicata alla giovane Martina Carbonaro, vittima di femminicidio a soli quattordici anni.

“Facciamo rete, nessuno si volti dall’altra parte: sindacati, istituzioni, scuole, università, associazioni, cav, forze dell’ordine, restiamo insieme perché questo è un fenomeno troppo grande da affrontare da soli, questa battaglia deve vedere la responsabilità ed il coinvolgimento di tutti, ma in condivisione”, concludono le sindacaliste.

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