NUOVA TRAGEDIA SUL LAVORO A BENEVENTO: SGAMBATI E DI RUBBO: “UN’ALTRA VITA SPEZZATA CHE NON TORNA A CASA, QUANTI LAVORATORI DEVONO ANCORA MORIRE PRIMA DI INTERVENIRE? SERVE RICONOSCERE OMICIDIO COLPOSO E INSEDIARE PROCURA SPECIALE PER LE MORTI SUL LAVORO”

Uil Campania

NUOVA TRAGEDIA SUL LAVORO A BENEVENTO: SGAMBATI E DI RUBBO: “UN’ALTRA VITA SPEZZATA CHE NON TORNA A CASA, QUANTI LAVORATORI DEVONO ANCORA MORIRE PRIMA DI INTERVENIRE? SERVE RICONOSCERE OMICIDIO COLPOSO E INSEDIARE PROCURA SPECIALE PER LE MORTI SUL LAVORO”

7 Ottobre 2026

“È una mattanza senza fine quella delle morti sul lavoro, un’altra vita spezzata che non torna a casa. Quanti lavoratori devono morire ancora affinché le istituzioni e il Governo mettano in campo azioni mirate e decisive? Cosi Giovanni Sgambati e Alfredo Di Rubbo, rispettivamente segretario generale della UIL Campania e Coordinatore della UIL di Benevento.

“Abbiamo detto più volte come UIL che le morti sul lavoro non sono semplici incidenti o fatalità, ma veri e propri omicidi e che serve insediare una procura speciale per gli incidenti mortali sul lavoro, sottolineano Sgambati e Di Rubbo, ma ad oggi, nessun reale cambiamento sul tema della salute e della sicurezza sul lavoro abbiamo riscontrato.”

“Altra battaglia che è necessaria portare avanti, poi, non è solo quella dei controlli e delle ispezioni a tappeto, ma anche quella della prevenzione e della formazione. 

Interveniamo prima che accadano gli incidenti, si investa in sicurezza e in formazione: solo con tutte queste azioni messe insieme potremmo cominciare ad arginare e fermare questa scia di sangue e di ingiustizia sui luoghi di lavoro.”

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