INPS: UIL CAMPANIA, OCCUPAZIONE PRECARIA E POCHI ISPETTORI

Uniti Campania

INPS: UIL CAMPANIA, OCCUPAZIONE PRECARIA E POCHI ISPETTORI

14 Luglio 2026

Sgambati: “Regolarizzare i lavoratori migranti, non investire nei Cpr”

NAPOLI, 14 LUG – Crisi occupazionale, carenza di personale ispettivo e necessità di favorire l’integrazione e la regolarizzazione dei lavoratori migranti. Sono le tre principali questioni evidenziate dal segretario generale della Uil di Napoli e Campania, Giovanni Sgambati, a margine della presentazione del Bilancio sociale metropolitano dell’Inps.

“I dati confermano l’esistenza di una crisi occupazionale che, come già sapevamo, presenta una forte caratterizzazione in termini di temporaneità e precarietà”, ha dichiarato Sgambati. “Gran parte dei nuovi rapporti di lavoro è costituita da contratti a termine e questo rappresenta uno degli elementi più preoccupanti del quadro occupazionale”.

Il segretario della Uil ha poi richiamato l’attenzione sulla carenza di personale dell’Inps e, in particolare, degli ispettori. “Nonostante un organico fortemente ridotto, il personale riesce a garantire prestazioni di qualità. Tuttavia, l’elevato numero di irregolarità riscontrate durante le attività di controllo dimostra quanto sia necessario rafforzare la struttura ispettiva”, ha spiegato.

Secondo Sgambati, in Campania la dotazione organica sarebbe inferiore di circa il 50% rispetto alle necessità. “Occorre aumentare il numero degli ispettori sia nell’area metropolitana di Napoli sia nel resto della regione. Rafforzare i controlli significa contrastare il lavoro illegale e far emergere quelle situazioni collocate in una zona grigia, come i contratti formalmente part-time dietro i quali si nascondono prestazioni lavorative a tempo pieno”.

Infine, il segretario regionale della Uil si è soffermato sulla denatalità e sul contributo della popolazione migrante. “Servono politiche serie di integrazione e regolarizzazione. La condizione di irregolarità espone migliaia di persone allo sfruttamento e alimenta il lavoro sommerso”, ha concluso Sgambati. “Anziché destinare risorse alla realizzazione del Cpr di Castel Volturno, sarebbe più utile impiegarle per favorire l’emersione e la regolarizzazione delle centinaia di migliaia di lavoratori immigrati presenti in Campania”.

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