INCENDIO E FRANA A POSITANO SULLA SS 163 AMALFITANA: L’ENNESIMO SEGNALE D’ALLARME. SERVE UN PIANO STRAORDINARIO PER LA FORESTAZIONE E IL DISSESTO IDROGEOLOGICO
“Quanto accaduto a Positano non è un episodio isolato, ma la fotografia drammatica di una Campania sempre più fragile ed esposta. Serve un piano straordinario per la forestazione e il dissesto idrogeologico” E’ il commento di Massimo Sabatino e Fabio Formisano, rispettivamente segretari regionali della Uil e della Uila Campania, a proposito del vasto incendio che ha generato una frana sulla Statale 163 Amalfitana.
“Gli incendi boschivi in Campania non sono più un’emergenza estiva, continuano Sabatino e Formisano, sono una costante che mette in ginocchio il territorio. Dietro ogni rogo c’è un doppio pericolo: nell’immediato la perdita di patrimonio boschivo, agricolo e paesaggistico e la minaccia per abitazioni e vite umane; nel medio termine, invece , il dissesto idrogeologico. Un bosco bruciato è un territorio che non trattiene più l’acqua. E la frana di Laurito sulla 163 ne è la prova più evidente: dove c’era stata la fiamma, è arrivata la frana.”
Per Formisano e Sabatino, il caso Amalfitano dimostra il nesso inscindibile tra prevenzione incendi e manutenzione del territorio.
“La forestazione, aggiungono i sindacalisti, è un settore dimenticato. Da troppo tempo gli operai idraulico-forestali vivono nella precarietà, con contratti stagionali, turni ridotti e organici insufficienti. Si chiede loro di essere sentinelle del territorio, ma senza stabilità, strumenti e dignità contrattuale.”
“Per non parlare poi del ruolo svuotato delle Comunità Montane, enti che dovrebbero essere il presidio fondamentale per la programmazione e la gestione forestale, la difesa del suolo e lo sviluppo delle aree interne, invece, nei fatti, sono state depotenziate, sotto finanziate e lasciate in un limbo normativo. Senza una riforma seria e un loro rilancio, manca la cabina di regia territoriale.”
Per queste ragioni, UILA e UIL Campania, concludono Sabatino e Formisano, chiedono alla Regione Campania, all’UNCEM e all’ANCI Campania di aprire un confronto tempestivo su temi che non possono essere più rinviati.”