RIVALUTAZIONE DEI SALARI, LA DETASSAZIONE DEGLI AUMENTI CONTRATTUALI E DEI CONTRATTI INTEGRATIVI, LA CERTIFICAZIONE DELLA RAPPRESENTANZA E IL CONTRASTO AI CONTRATTI PIRATA, SONO ALCUNE DELLE TEMATICHE AFFRONTATE QUESTA MATTINA NEL CORSO DELL’ATTIVO DEI QUADRI E DEI DELEGATI UIL DELLA CONTRATTAZIONE DEL SETTORE PRIVATO, TENUTOSI PRESSO LA SEDE DELLA UIL CAMPANIA, IN VARCO PISACANE, A NAPOLI.

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RIVALUTAZIONE DEI SALARI, LA DETASSAZIONE DEGLI AUMENTI CONTRATTUALI E DEI CONTRATTI INTEGRATIVI, LA CERTIFICAZIONE DELLA RAPPRESENTANZA E IL CONTRASTO AI CONTRATTI PIRATA, SONO ALCUNE DELLE TEMATICHE AFFRONTATE QUESTA MATTINA NEL CORSO DELL’ATTIVO DEI QUADRI E DEI DELEGATI UIL DELLA CONTRATTAZIONE DEL SETTORE PRIVATO, TENUTOSI PRESSO LA SEDE DELLA UIL CAMPANIA, IN VARCO PISACANE, A NAPOLI.

28 Novembre 2025

“ La detassazione degli aumenti contrattuali e dei contratti integrativi così come il rinnovo dei contratti sono risposte importanti per i salari e le tutele dei lavoratori, ha affermato Giovanni Sgambati, segretario generale della UIL Campania, ma un’altra battaglia importante che pure stiamo portando avanti da tempo come UIL è la certificazione della rappresentanza e il contrasto ai contratti pirata, perché non ci possono essere lavoratori di serie A e di serie B, non possiamo permetterci altre disparità e diseguaglianze soprattutto in Campania e nelle regioni meridionali dove c’è un’alta percentuale di lavoro precario e povero.”

Vera Buonomo, segretaria confederale della UIL, ha rimarcato come la priorità sia finalmente distinguere chi rappresenta davvero lavoratori e imprese da chi si improvvisa sigla sindacale o datoriale dall’oggi al domani: “senza una certificazione della rappresentanza, trasparente e vincolante, continueremo ad assistere a dumping, sovrapposizioni contrattuali e concorrenza al ribasso che produce solo precarietà e sfiducia” chiosa la segretaria.

“Tutti riconoscono l’esigenza di mettere ordine, sottolinea Buonomo, ma troppi, nel mondo datoriale, evitano di misurarsi davvero. Eppure, senza criteri certi e senza assumersi la responsabilità delle scelte compiute negli accordi interconfederali, non può esistere un sistema contrattuale credibile.

“Abbiamo ribadito la necessità di riportare coerenza tra ciò che si afferma nei tavoli nazionali e ciò che accade nei territori: contratti non rinnovati, altri applicati in modo improprio, salari che perdono valore mentre in altri Paesi crescono, e lavoratori che pur lavorando rimangono poveri.

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